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La ricarica gratuita italiana è quasi sempre da 22 kW

· aggiornato il 22 luglio 2026

La ricarica gratuita in Italia ha una potenza tipica, ed è un numero solo: 22 kW. È insieme la mediana e la moda dei punti che dichiarano un valore, con 357 punti esattamente su quella cifra. Se allarghi lo sguardo alla fascia fra 7,4 e 22 kW, ci finiscono 441 dei 614 punti di cui conosciamo la potenza.

I numeri vengono dagli aggregati di catalogo di KilowattZero, estratti il 22 luglio 2026, e sono gli stessi che compaiono sulle pagine del sito. Il catalogo conta solo colonnine per auto: quelle per e-bike sono escluse.

Un catalogo appiattito su una fascia sola

Le fasce di potenza del catalogo sono cinque, ma una si mangia tutto il resto. Fino a 3,7 kW ci sono 84 punti, fra 3,7 e 7,4 kW altri 66, fra 7,4 e 22 kW ben 441, fra 22 e 50 kW appena 21 e sopra i 50 kW soltanto 2 in tutta Italia. La distribuzione non ha una coda lunga: ha un picco e due mozziconi.

Due precisazioni di metodo, perché cambiano la lettura. Le fasce sono aperte a sinistra e chiuse a destra, quindi una colonnina da 22 kW esatti sta in "da 7,4 a 22 kW" e non in quella superiore: è il motivo per cui la fascia centrale è così affollata. E la fascia di una stazione è quella della sua presa più potente, non la somma né la media di quello che offre.

Il senso pratico di questa concentrazione è che il gratis in Italia è ricarica in destinazione. Non è energia pensata per rimetterti in strada in fretta, è energia pensata per entrare in macchina mentre stai facendo altro: la spesa, il pranzo, una mattina in ufficio, una giornata al lago. Il profilo si vede bene nei comuni con più punti. A Verona, che con 26 punti è il comune messo meglio d'Italia, venti fanno capo alla municipalizzata locale Agsm Verona. A Milano, seconda con 24 punti, la ricarica si divide invece fra più operatori. A Bergamo città i punti sono otto, tutti targati A2A.

22 kW è quello che offre la colonnina, non quello che prende l'auto

C'è una cosa che nei confronti fra colonnine si dice poco. 22 kW è la potenza dichiarata dal punto di ricarica, non quella che la tua auto porterà a casa. In corrente alternata il collo di bottiglia è quasi sempre il caricatore di bordo del veicolo, e molte auto elettriche in commercio accettano parecchio meno di 22 kW. Quando succede, la colonnina eroga quanto il caricatore di bordo accetta, e non un watt di più: la targhetta da 22 kW resta una targhetta.

Non possiamo dirti quanto ci metterai, perché dipende da un dato che sta sul libretto della tua auto e non nel nostro catalogo. La cosa utile da fare è cercarlo una volta sola, il valore massimo in AC del proprio veicolo, e tenerselo a mente: è il numero che determina davvero cosa ti aspetta davanti a una colonnina gratuita, molto più della cifra scritta sulla colonnina stessa.

Anche nel caso migliore, comunque, resta ricarica da sosta lunga. Una colonnina in fascia 22 kW ha senso se ci lasci l'auto per la spesa o per il pranzo, non se ti fermi il tempo di un caffè.

Le due code: la presa di casa e la veloce che non c'è

In fondo alla scala ci sono 84 punti fino a 3,7 kW e 66 fra 3,7 e 7,4 kW: 150 punti su 614 stanno sotto i 7,4 kW, cioè su potenze da ricarica lenta. Sono utili se l'auto resta ferma tutta la notte o tutto il giorno, molto meno in una sosta breve, dove il guadagno reale rischia di non valere la deviazione per andarci.

All'altro estremo il quadro è ancora più netto. Fra 22 e 50 kW ci sono 21 punti in tutto il paese, e sopra i 50 kW appena 2. La ricarica veloce gratuita, in pratica, in Italia non esiste. C'è una ragione strutturale ed è banale: la potenza costa, in allacciamento e in energia erogata, e chi regala una ricarica regala quella che gli costa meno tenere accesa. Un supermercato o un comune installano volentieri qualcosa che accompagna una sosta già prevista; nessuno regala l'infrastruttura che serve a ripartire in fretta.

Vale la pena rileggere con questa lente la geografia del fenomeno. La Lombardia da sola raccoglie 270 punti su 1.033, e la provincia di Bergamo, quinta in Italia con 39 punti distribuiti su 28 comuni, ha una potenza mediana identica a quella nazionale. Non è una rete di ricarica veloce diffusa: è una moltiplicazione dello stesso oggetto da 22 kW nelle piazze e nei parcheggi, come raccontavamo nella classifica delle province.

Per quasi la metà dei punti non lo sappiamo affatto

Il numero più onesto di questo articolo è il denominatore. 614 punti su 1.033 dichiarano almeno un valore in kW: per gli altri 419, cioè due punti su cinque del catalogo, la potenza semplicemente non ce l'abbiamo. Tutto quello che hai letto qui sopra descrive la parte documentata del catalogo, non l'Italia intera.

Non è un difetto nostro, è la natura delle fonti: OpenStreetMap e Open Charge Map sono database alimentati da volontari, e chi mappa una colonnina spesso segna la posizione e si ferma lì. Quando la potenza manca, la scheda del punto non la inventa.

Il tipo di presa racconta la stessa storia, con lo stesso buco. Dei 631 punti con presa Tipo 2, il connettore più diffuso del catalogo, 389 stanno nella fascia da 7,4 a 22 kW e 132 non dichiarano nessuna potenza. Il Tipo 2 in fascia 22 kW è, di fatto, il punto di ricarica gratuito italiano standard. Se vuoi il quadro completo dei connettori, l'abbiamo messo nell'articolo su che presa trovi sulle colonnine gratuite.

Se ci passi davanti, dicci com'è andata

C'è un ultimo limite da tenere presente, ed è il più grosso: alla data di estrazione nessun punto del catalogo era stato confermato sul posto da un utente reale. Sono tutti in stato "da verificare", potenza dichiarata compresa.

La potenza è proprio il tipo di dato che si controlla in due secondi mentre l'auto carica, guardando il display della colonnina o l'app di bordo. Se noti che il valore sulla scheda non torna, o se il punto è gratuito e la scheda dice ancora "da verificare", puoi segnalarcelo dalla scheda, nel campo per gli altri problemi, senza registrarti, e lo legge un moderatore. Un catalogo in cui la potenza manca per 419 punti si riempie solo così, un punto alla volta.

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