⚡ KilowattZero

Come verifichiamo che una colonnina sia gratuita

Il dato "questa colonnina è gratuita" ha una data di scadenza. Un supermercato cambia policy, un centro commerciale installa un lettore di tessere, un comune introduce una tariffa: da un giorno all'altro l'informazione che era corretta diventa falsa, e nessun registro nazionale la aggiorna. La Piattaforma Unica Nazionale del MASE censisce le colonnine italiane ma non registra affatto se siano gratuite.

Per questo KilowattZero non pubblica un elenco, pubblica un elenco con l'età sopra. Ogni punto porta con sé la data dell'ultima conferma ricevuta da una persona che ci è stata davvero, e quella data conta quanto l'informazione stessa. Un punto confermato ieri e un punto confermato quattordici mesi fa non sono lo stesso dato, e mostrarli allo stesso modo sarebbe disonesto.

Questa pagina spiega esattamente come funziona il meccanismo. È volutamente dettagliata: un metodo che non si può controllare non è un metodo.

Da dove vengono i punti sulla mappa

Il catalogo iniziale nasce da due fonti aperte. Da OpenStreetMap prendiamo le stazioni marcate amenity=charging_station con fee=no, sotto licenza ODbL. Da Open Charge Map prendiamo i punti italiani il cui campo di costo dichiara la gratuità, filtrati uno per uno per escludere i casi in cui la ricarica è gratis ma il parcheggio si paga. I duplicati fra le due fonti li uniamo per prossimità, sotto i cinquanta metri, tenendo la versione OpenStreetMap.

Ogni punto conserva la fonte da cui è arrivato e la licenza di quella fonte, ed entrambe sono mostrate nella sua scheda. Nessun punto viene inventato da noi.

Un punto importato non è per questo verificato. Nasce come da riconfermare e ci resta finché una persona non lo conferma. È la differenza fra "risulta gratuita in un archivio" e "qualcuno è andato e ha ricaricato senza pagare".

Cosa succede quando qualcuno conferma un punto

Chi apre la scheda di una colonnina trova una domanda sola: è ancora gratis? Rispondere è un tap, senza registrazione e senza email.

Una risposta affermativa aggiunge 30 punti al punteggio di affidabilità della stazione, che si ferma a 100, e aggiorna la data dell'ultima conferma. Per i punti arrivati da OpenStreetMap o Open Charge Map basta una conferma per portare lo stato a confermata. Per i punti proposti da utenti, invece, servono due conferme da dispositivi diversi: chi propone una stazione non può promuoverla da solo.

Lo stesso dispositivo che conferma due volte la stessa stazione entro sette giorni viene contato una volta sola. La seconda conferma non produce un errore, semplicemente non ha effetto.

Perché il punteggio scende da solo

Ogni notte, alle 3:30 UTC, un processo automatico moltiplica il punteggio di ogni stazione per 0,995. Nessuno lo decide, nessuno lo tocca: il dato invecchia perché il tempo passa.

L'effetto composto di quella moltiplicazione dimezza il punteggio in circa 139 giorni, poco più di quattro mesi. Quando il punteggio di una stazione confermata scende sotto 25, lo stato torna automaticamente a da riconfermare.

Questa è la parte del metodo che ci distingue dalle app generaliste, ed è deliberata. Un archivio che non decade accumula informazione vecchia presentandola come corrente, e più anni passa più diventa sbagliato pur sembrando sempre più completo. Da noi una colonnina che nessuno visita più smette di dichiararsi affidabile, e quindi il verde sulla mappa significa sempre la stessa cosa: qualcuno è stato lì di recente.

Perché una smentita pesa più di una conferma

Le due segnalazioni non sono simmetriche, e il codice le tratta in modo diverso apposta.

Una segnalazione "ora si paga" dimezza subito il punteggio e riporta la stazione a da riconfermare. Due segnalazioni indipendenti, cioè da dispositivi diversi, entro 30 giorni, portano lo stato a non più gratuita. Da lì si torna indietro solo con due conferme distinte.

Lo squilibrio ha una ragione precisa: chi segnala che si paga non ha nulla da guadagnare, mentre chi conferma la gratuità potrebbe essere il gestore del posto. Nel dubbio preferiamo togliere il verde a una colonnina che è ancora gratis piuttosto che lasciarlo a una che non lo è più. Il costo del primo errore è un utente che non si ferma dove poteva; il costo del secondo è un utente rimasto a corto di batteria che paga senza aspettarselo.

Cosa significano i colori sulla mappa

Le stazioni che non esistono più vengono nascoste, ma quella decisione non è automatica: la prende una persona, e il perché è nella sezione successiva.

Cosa non è automatico

Tre casi non li decide il punteggio.

Una segnalazione "è guasta" non tocca né punteggio né stato, perché una colonnina rotta resta gratuita: viene riparata e torna quella di prima. La scheda mostra l'avviso finché ci sono segnalazioni negli ultimi 14 giorni, poi smette.

Una segnalazione "non esiste più" dimezza il punteggio e toglie subito lo stato confermata, ma non fa sparire il punto dalla mappa. A nasconderlo è solo l'approvazione manuale di un moderatore, perché due segnalazioni anonime non devono poter cancellare una stazione vera.

Una nuova stazione proposta da un utente non compare finché un moderatore non la approva, e diventa confermata solo con due conferme da dispositivi distinti.

Come evitate le segnalazioni finte

Non usiamo account, quindi non possiamo legare una segnalazione a una persona. Leghiamo invece ogni segnalazione a un identificativo tecnico: l'impronta sha256(indirizzo IP + browser) troncata a sedici caratteri, calcolata sul server. L'indirizzo IP non viene mai salvato né scritto nei log, e dall'impronta non si torna indietro all'indirizzo.

Quell'impronta serve a tre cose: contare come indipendenti solo segnalazioni che arrivano da dispositivi diversi, ignorare le conferme ripetute della stessa persona entro sette giorni, e applicare il limite di 10 segnalazioni all'ora e 30 al giorno per dispositivo.

Non è un sistema a prova di attacco determinato, e non pretendiamo che lo sia. È tarato su un catalogo di poche centinaia di punti gratuiti in Italia, abbastanza piccolo da essere sorvegliato a mano. Ogni segnalazione che cambia lo stato di una stazione passa da una coda di moderazione.

Perché nessun account, nessun cookie, nessun tracker

Confermare una colonnina deve costare un tap sotto la pioggia, con poca batteria e una connessione incerta. Un account varrebbe più della segnalazione che ci farebbe ottenere, quindi non c'è.

Di conseguenza il sito non installa cookie, non carica script di terze parti e non mostra alcun banner di consenso, perché non ha nulla da farsi consentire. Le statistiche d'uso sono aggregate e nostre: un identificativo casuale generato dal browser, il paese e la regione ricavati dai metadati della rete, mai l'indirizzo IP.

Ogni quanto si aggiorna

Il decadimento del punteggio gira ogni notte alle 3:30 UTC. Il riallineamento con OpenStreetMap gira ogni lunedì alle 4:00 UTC e le differenze trovate passano da una revisione manuale prima di entrare nel catalogo. Le conferme e le segnalazioni degli utenti hanno effetto immediato.

Come segnalare un errore

Dalla scheda di ogni colonnina si può segnalare che ora si paga, che è guasta, che non esiste più, oppure scrivere una nota libera. Dalla mappa, con il bottone +, si può proporre una stazione mancante indicandola con un tap sul punto esatto.

Il progetto è mantenuto da una persona sola, a costo zero. Tutto quello che c'è di corretto in questa mappa ce l'ha messo qualcuno che era di passaggio e ha speso due secondi.

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