Le dieci province italiane con più colonnine gratuite
Se dovessi indovinare quale provincia italiana ha più punti di ricarica elettrica gratuiti, diresti Milano o Roma. La risposta è Bergamo, e non di poco: 174 punti contro i 115 di Milano. Roma ne ha 19, poco più di un decimo di Bergamo e un sesto di Milano.
I numeri vengono dagli aggregati di catalogo di KilowattZero, estratti il 18 luglio 2026, e si riferiscono ai 1.413 punti su 1.500 il cui campo provincia è riconducibile a una provincia italiana esistente. Sono gli stessi conteggi che compaiono sulla pagina di ciascuna provincia.
La classifica
- Bergamo: 174
- Milano: 115
- Bolzano: 89
- Trento: 57
- Verona: 52
- Udine: 48
- Brescia: 47
- Como: 47
- Varese: 33
- Venezia: 29
Tutte e dieci stanno in Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige o Friuli-Venezia Giulia. Nessuna provincia del Centro entra nella classifica, e del Sud nemmeno da lontano: la provincia meridionale messa meglio è Palermo, con 13 punti. Le dieci province qui sopra ne sommano 691, quasi la metà di tutti i punti gratuiti d'Italia.
Bergamo, l'anomalia che spiega tutto
174 punti in una provincia di poco più di un milione di abitanti sono un numero fuori scala. Non c'è un unico grande operatore dietro: il capoluogo, Bergamo, ne ha dieci, e il resto è polverizzato su decine di comuni della pianura e delle valli. Clusone ne ha otto, Scanzorosciate sette, Cavernago e Treviglio cinque ciascuno.
È il profilo tipico di un'installazione diffusa a regia locale: comuni medio-piccoli che hanno messo una colonnina in piazza o davanti al municipio, spesso con fondi pubblici e senza un modello tariffario, perché farla pagare costerebbe in gestione più di quanto rende. Lo stesso schema, in scala ridotta, produce i 47 punti della provincia di Como, i 18 di Sondrio e la densità altoatesina della provincia di Bolzano, dove 89 punti si spargono su 56 comuni diversi.
Milano segue una logica opposta e più concentrata. In città ci sono 31 punti, il valore comunale più alto d'Italia, ma gli altri 84 della provincia arrivano quasi tutti dall'hinterland commerciale: Nerviano dieci, Trezzo sull'Adda sette, Arese sei, Cornaredo cinque. Sono parcheggi di centri commerciali e di aziende, non piazze di paese.
Il caso più curioso di tutti però è Latera, un comune di poche centinaia di abitanti in provincia di Viterbo: da solo raccoglie tutti e otto i punti gratuiti della sua provincia.
Le quattro province a zero
In quattro province italiane non risulta nemmeno un punto di ricarica gratuito:
- Catanzaro
- Crotone
- Vibo Valentia
- Barletta-Andria-Trani
Tre su quattro sono calabresi e confinanti fra loro, il che rende l'assenza un vuoto geografico continuo più che quattro casi isolati. In tutta la Calabria i punti censiti sono 12: sei in provincia di Reggio, cinque in quella di Cosenza e uno con un campo provincia che non è stato possibile attribuire.
C'è però una lettura alternativa, e onestamente è la più probabile. Le fonti da cui parte questo censimento sono OpenStreetMap e Open Charge Map, cioè due database alimentati da volontari, e la copertura volontaria in Italia è notoriamente più fitta al Nord. Una colonnina gratuita a Crotone che nessuno ha mai mappato, per noi, semplicemente non esiste. Quindi lo zero di queste quattro province va letto come "nessuno l'ha ancora segnalata", non come "non ce ne sono".
Vale anche per la coda lunga della classifica: undici province, da Prato a Oristano, hanno esattamente un punto. Un solo punto è quasi sempre il segno di un censimento incompleto, non di un territorio senza infrastruttura.
Cosa fare con questa classifica
Se stai pianificando un viaggio, il messaggio pratico è che la ricarica gratuita in Italia è un fenomeno prealpino e di destinazione. Fra Bergamo, Brescia, Como e Sondrio si può ragionevolmente contare di trovarne una vicino; sotto Roma va considerata un colpo di fortuna, non una voce del piano di viaggio.
Se invece vivi in una delle province a zero o a uno, la classifica è soprattutto un invito. Ogni punto di questa mappa può essere aggiunto o corretto dalla mappa stessa, senza registrarsi e in una decina di secondi, e le segnalazioni nuove passano da una moderazione manuale prima di comparire. Le province dove oggi non c'è niente sono esattamente quelle dove una singola segnalazione cambia il quadro.
Un'ultima avvertenza, la stessa dell'analisi regionale: alla data di estrazione nessuno di questi punti era ancora stato confermato sul posto da un utente: 1.499 su 1.500 non hanno mai ricevuto una conferma e l'unica registrata è un nostro test di collaudo. Tutti provengono dal seed iniziale e riportano quindi lo stato "da verificare". Prima di contare su una colonnina, la scheda del punto dice sempre quanto è vecchia l'informazione.