⚡ KilowattZero

In 541 comuni italiani c'è una sola colonnina gratuita

· aggiornato il 22 luglio 2026

Il catalogo di KilowattZero copre 691 comuni italiani. In 541 di questi, cioè circa tre su quattro, il punto di ricarica gratuito censito è uno solo. Non uno "principale", non uno più comodo degli altri: uno e basta. Se quella colonnina è occupata, guasta o nel frattempo ha iniziato a farsi pagare, nello stesso comune non c'è un piano B.

I numeri vengono dagli aggregati di catalogo di KilowattZero, estratti il 22 luglio 2026, e sono gli stessi che compaiono sulle pagine comune e regione del sito.

La ricarica gratuita non è una rete

Quando si parla di infrastruttura di ricarica si pensa istintivamente a una rete: nodi collegati, ridondanza, alternative. Il gratuito in Italia non funziona così. È un pulviscolo. Nella stragrande maggioranza dei posti dove esiste, esiste al singolare, ed è quasi sempre il frutto di una decisione isolata (un comune che ha messo una presa in piazza, un supermercato che ha attrezzato il parcheggio) senza nessun coordinamento con quello che c'è dieci chilometri più in là.

I comuni con una vera densità si contano sulle dita. Milano ne ha 33, il valore comunale più alto d'Italia, Verona 26, Roma 15, poi Bergamo a quota 10. Sotto questa manciata di casi non c'è un salto, ma una fila di comuni fra i nove e i sei punti: Arezzo e Genova a 9, Latera e Lignano Sabbiadoro a 8, Arosio, Jesolo, Lucca e Scanzorosciate a 7, Brescia, Lecco, Nerviano e Schio a 6, altri ancora a 5 e a 4. Solo dopo questa coda si scende a due, tre punti per comune, e poi al lunghissimo elenco di quelli che ne hanno uno.

La conseguenza pratica per chi viaggia è netta, e preferiamo dirla chiaramente anche se toglie appeal alla mappa: fuori dalle poche città con più punti, il gratis va trattato come un bonus, non come una tappa. Costruire un itinerario su una colonnina gratuita in un comune che ne ha una sola significa affidare l'esito del viaggio a un singolo dispositivo di cui non si conosce lo stato in tempo reale. Il consiglio onesto è di pianificare la ricarica con la rete a pagamento e considerare il punto gratuito come un risparmio se lo si trova libero e funzionante.

Un solo punto è anche un solo testimone

C'è un secondo effetto, meno ovvio, ed è il motivo per cui questo dato ci interessa più della classifica dei comuni più ricchi. Quando un comune ha un punto solo, quel punto è anche l'unico testimone della sua copertura.

Se il dato di origine è vecchio o sbagliato, il comune risulta coperto quando non lo è, e non c'è nessun altro punto nelle vicinanze che possa contraddirlo. In un comune con dieci colonnine, un errore su una si nota: le altre nove restano e la copertura complessiva regge. In un comune con una colonnina, un errore su quella è un errore sul 100% del comune.

Oggi questo rischio è concreto quasi ovunque. Alla data di estrazione, 1.032 punti su 1.033 non hanno mai ricevuto una conferma da un utente sul posto (l'unica registrata è un nostro test di collaudo, non una persona vera), e tutto il catalogo è quindi in stato "da verificare", giallo sulla mappa. Le fonti sono OpenStreetMap e Open Charge Map, cioè un censimento fatto da volontari, non un'anagrafe, e il campo "gratuito" è volatile per natura: le policy dei supermercati e dei centri commerciali cambiano senza preavviso e senza che nessuno aggiorni il dato di origine.

I comuni a punto singolo sono quindi la parte del catalogo dove un errore resta invisibile più a lungo. Ma sono anche, per la stessa ragione, il posto dove una singola conferma della community vale di più: basta una persona che passi di lì e risponda per stabilire se un intero comune è coperto davvero.

Dove la frammentazione è più forte

Il fenomeno attraversa tutta l'Italia, con intensità diverse. In Lombardia, che è di gran lunga la regione con più punti, 164 comuni su 234 coperti ne hanno uno solo. In Trentino-Alto Adige sono 59 su 79, in Veneto 56 su 83, in Sicilia 46 su 54, in Abruzzo 26 su 28.

Il caso più istruttivo è il Piemonte, l'unica regione con quasi settanta punti a restare così sparpagliata: 68 punti distribuiti su 51 comuni, 42 dei quali ne hanno uno solo. Qui la frammentazione è reale e misurabile, perché i punti ci sono ma non si concentrano quasi mai.

Poi ci sono le regioni dove il rapporto arriva al limite: in Campania tutti e 9 i comuni coperti hanno un punto solo, e lo stesso vale per i 2 comuni della Basilicata e i 3 del Molise; in Sardegna sono 13 su 14.

Questi ultimi numeri vanno letti con attenzione, perché il rapporto da solo inganna. Al Sud non è che i comuni siano più frammentati degli altri: è che i punti censiti sono pochissimi in assoluto. La Campania ne ha 9 in tutto, la Basilicata 2, il Molise 3. Con quantità così piccole il rapporto "un comune, un punto" è quasi un'identità aritmetica, e racconta la scarsità della copertura e i limiti della mappatura volontaria molto più delle scelte dei comuni. Il quadro completo regione per regione sta nell'analisi regionale, quello provinciale nella classifica delle province.

Se il tuo comune è uno dei 541

Il modo più rapido per capirlo è cercare il proprio comune sulla mappa. Se compare un punto solo, quella scheda è la copertura dell'intero comune, e finché nessuno risponde resterà un'informazione ereditata da un database esterno di cui non conosciamo l'età reale.

Confermare o smentire richiede un tap dalla scheda del punto, senza registrarsi e senza lasciare dati. In un comune con dieci colonnine una risposta sposta poco. In questi 541, una risposta sola cambia lo stato della copertura locale per chiunque ci passi dopo.

Apri la mappa

Tutti gli articoli