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Bergamo, il primato delle colonnine gratuite che si è sgonfiato

· aggiornato il 22 luglio 2026

Per settimane la provincia di Bergamo è stata, nei nostri dati, la più gratuita d'Italia: oltre 170 punti di ricarica senza costo, più di Milano, più di qualunque provincia del Centro-Sud. Era un numero fuori scala, e i numeri fuori scala vanno sempre guardati due volte. Guardandolo, si è sgonfiato: oggi la provincia conta 39 punti e sta al quinto posto della classifica nazionale, dietro Milano, Bolzano, Trento e Verona.

I numeri vengono dagli aggregati di catalogo di KilowattZero, estratti il 22 luglio 2026, e sono gli stessi che compaiono sulle pagine di provincia e di comune del sito. Il catalogo ora conta solo le colonnine per automobili: i punti di ricarica per e-bike sono esclusi.

Cos'era davvero quel primato

La quasi totalità dello scarto fra "oltre 170" e "39" ha un nome solo: Pradella Sistemi. È un'azienda che installa stazioni di ricarica per biciclette elettriche e mobilità leggera, non prese Type 2 o CCS da automobile, e ne aveva concentrate parecchie nella Bergamasca. Finché il catalogo non distingueva l'auto dalla bici, quelle postazioni gonfiavano il conteggio provinciale come se fossero colonnine per macchine.

Separando i due mondi, il primato bergamasco è evaporato quasi per intero. Non perché in provincia sia cambiato qualcosa sul territorio, ma perché il dato ha smesso di contare cose diverse insieme. Abbiamo raccontato a parte perché le postazioni Pradella sono uscite dalla mappa: è l'esempio più netto di quanto un catalogo ereditato da database di volontari possa dire una cosa per un'altra se non lo si controlla.

Cosa resta, e come è fatto

I 39 punti che restano disegnano una provincia normale, non un'anomalia. Il centro di gravità, adesso, è il capoluogo: il comune di Bergamo ne ha otto, tutti dell'utility locale A2A, ed è di gran lunga il comune più coperto della provincia. Sotto ci sono numeri piccoli e sparsi: Orio al Serio con tre punti, Presezzo e Treviglio con due, e poi una lunghissima coda: 24 dei 28 comuni coperti hanno una sola colonnina.

È una geografia molto più ordinaria di quella che raccontava il vecchio numero. Senza le postazioni Pradella, la Bergamasca somiglia alle altre province lombarde: un capoluogo con qualche punto in più, l'utility che fa la parte del leone in città, e per il resto colonnine isolate in paesi di valle e di pianura. Fra gli operatori noti, dopo gli otto punti A2A del capoluogo, il più presente è Lidl con sei, distribuiti sui parcheggi dei suoi punti vendita.

Il limite, che resta grosso

Nessuno dei 39 punti bergamaschi è mai stato confermato sul posto da un utente. Sono tutti allo stato "da verificare", gialli sulla mappa, ereditati dal censimento iniziale. Alcune schede riportano una data di verifica, ma è quella della fonte di origine, non una nostra conferma.

La lezione di questa provincia, in fondo, è la ragione per cui la mappa esiste in questa forma. Un conteggio impressionante non vale niente se conta le cose sbagliate, e l'unico modo per fidarsi di un punto è che qualcuno ci sia passato e l'abbia confermato. Se ricarichi la macchina a Bergamo città, a Treviglio o davanti al municipio di un paese della bassa, la scheda del punto ha due bottoni: gratis o non più gratis. Bastano due secondi e non serve registrarsi.

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