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Un'azienda sola tiene un sesto del gratis italiano

Nel catalogo delle colonnine gratuite italiane ci sono 1.500 punti e 148 operatori distinti. Uno di questi, Pradella Sistemi srl, ne gestisce da solo 266: il 17,7% di tutto il catalogo, poco più di un sesto. Il secondo operatore per dimensione, GaraGeeks, si ferma a 61.

I numeri vengono dagli aggregati di catalogo di KilowattZero, estratti il 19 luglio 2026, e sono gli stessi che compaiono sulle pagine del sito. Sono 266 punti sparsi su 112 comuni in 11 regioni: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Valle d'Aosta e Veneto.

La mappa del gratis non è una policy, sono scelte commerciali

C'è una tentazione naturale, guardando una mappa di punti di ricarica gratuiti, di leggerla come il risultato di qualcosa: un piano nazionale, un incentivo, una scelta di politica industriale. La Piattaforma Unica Nazionale del MASE censisce le colonnine italiane ma non ha nemmeno un campo che dica se una ricarica è gratuita, ed è il motivo per cui questo catalogo esiste. Nessuno, in Italia, sta governando il gratuito come categoria.

Quello che governa la mappa, se il dato ha ragione, sono le decisioni di pochissimi soggetti privati. Su 1.500 punti in catalogo, 607 dichiarano un operatore riconoscibile, e di quei 607 Pradella Sistemi ne copre il 43,8%: quasi la metà dell'infrastruttura gratuita con un nome sopra fa capo a un'unica azienda. Il resto della classifica degli operatori scende in fretta: Agsm Verona con 20 punti tutti nel capoluogo, Lidl con 18 in sedici comuni, Repower con 18, Zeus con 14, A2A con 11.

Bergamo e la Lombardia sono un caso quasi personale

Il punto dove l'effetto si vede meglio è la Lombardia, la regione con più punti gratuiti d'Italia: 540. Di questi, 225 sono Pradella, il 41,7%. Ma è scendendo di un livello che il quadro diventa netto. Nella provincia di Bergamo, prima in Italia con 174 punti, ne sono di Pradella 128: quasi tre su quattro.

Abbiamo raccontato il primato bergamasco in un articolo sulle province italiane come il profilo di un'installazione diffusa a regia locale, comuni medio-piccoli che mettono una colonnina in piazza. Quella lettura resta vera per la distribuzione geografica, perché i punti stanno davvero su decine di comuni diversi delle valli e della pianura. Ma sul piano di chi ci sta dietro va corretta: buona parte di quel primato non è un mosaico di iniziative comunali indipendenti, è un singolo fornitore che ha vinto o servito molte amministrazioni vicine fra loro. Il capoluogo è l'eccezione: nel comune di Bergamo otto dei dieci punti sono di A2A e solo due di Pradella.

Fuori dalla Bergamasca la concentrazione si vede nei singoli comuni. Nerviano, in provincia di Milano, ha dieci punti Pradella ed è il comune dove l'operatore è più presente in assoluto. A Milano città ne ha nove sui 31 totali, il valore comunale più alto d'Italia. Clusone ne ha otto, Scanzorosciate sette, Arosio sei. E poi c'è Latera, un piccolo comune in provincia di Viterbo, con otto punti Pradella: sono tutti i punti gratuiti censiti in tutta la sua provincia, un'isola infrastrutturale che esiste perché un fornitore ci è passato.

Tre grafie per lo stesso nome

Un dettaglio tecnico che vale la pena raccontare, perché spiega cosa significa lavorare su dati di questo tipo. Nel dato di origine il nome dell'azienda compare in tre grafie diverse: "Pradella Sistemi srl" su 263 punti, "Pradella Sistemi S.r.l." su 2, "Pradella Sistemi" su 1. Il catalogo le riunisce in una voce sola.

Sono tre punti su 266, una differenza che sui totali non cambia nulla. Ma è esattamente il modo in cui un catalogo alimentato da volontari perde pezzi: se non normalizzi, quei tre punti diventano due operatori fantasma da uno e due punti ciascuno, e l'azienda principale scende a 263. Su operatori piccoli lo stesso errore può dimezzare una quota. Le nostre fonti sono OpenStreetMap e Open Charge Map, due database in cui il campo operatore lo scrive a mano chi mappa, quindi ogni variante di punteggiatura, abbreviazione o maiuscola è una possibile duplicazione. Il numero di 148 operatori distinti va letto sapendo questo.

Perché il 43,8% è meno solido di quanto sembri

Ci sono due avvertenze, e sono importanti quanto il dato.

La prima è sul denominatore. I 607 punti con operatore noto sono meno della metà del catalogo: sugli altri 893 il campo è vuoto, e non sappiamo chi ci sia dietro. Il 43,8% è quindi una quota su chi si è dichiarato, non sull'Italia intera. Se anche solo una parte dei punti senza operatore facesse capo a soggetti diversi, il peso reale di Pradella scenderebbe. La percentuale robusta, quella calcolata su tutto il catalogo, resta il 17,7%.

La seconda riguarda cosa comporta questa concentrazione. Un solo soggetto che pesa così tanto non è soltanto un fatto curioso, è una fragilità strutturale per chi usa la mappa. Il gratuito è una scelta commerciale reversibile: basta una revisione di listino o un cambio di modello di servizio e una porzione enorme della mappa smette di essere gratuita in un colpo, senza che nessun database se ne accorga. Una policy nazionale cambia con un decreto pubblico e visibile; la policy di un fornitore cambia in silenzio.

E qui arriva l'ammissione più scomoda. Nessuno dei 266 punti Pradella è mai stato confermato sul posto da un utente. Vale per quasi tutto il catalogo, dove l'unica conferma esistente è un nostro collaudo. Tutti i punti di questo articolo hanno lo stato "da verificare", giallo sulla mappa, e il loro punteggio di affidabilità decade nel tempo proprio perché un'informazione vecchia va trattata come sospetta.

Se ne trovi una

Se hai una colonnina Pradella vicino a casa, o passi da uno dei comuni citati qui, la cosa più utile che puoi fare è aprire la scheda del punto e dire se la ricarica è ancora gratuita. Non serve registrarsi e ci vogliono pochi secondi. Su un operatore che da solo regge un sesto del catalogo, poche decine di conferme o smentite cambierebbero il modo in cui leggiamo tutto il resto.

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