Pradella Sistemi non è nella mappa delle colonnine auto (ed è giusto così)
Fino a pochi giorni fa questo articolo raccontava Pradella Sistemi come il più grande operatore di colonnine gratuite d'Italia: un'azienda che da sola pesava per un settimo del catalogo. Era una lettura sbagliata, e vale la pena spiegare perché, perché l'errore dice qualcosa di importante su come è fatto questo dato.
Pradella Sistemi non installa colonnine per automobili. Le sue postazioni sono stazioni di ricarica per biciclette elettriche e mobilità leggera: prese pensate per una e-bike, non per attaccarci una Type 2 o una CCS da auto. Nel catalogo di KilowattZero, che censisce solo la ricarica gratuita per le automobili, non hanno motivo di esserci.
Come si erano infilate nel conteggio
Il seme del catalogo viene da OpenStreetMap e Open Charge Map, due database alimentati da volontari. Quando qualcuno mappa una stazione di ricarica, non sempre distingue in modo netto fra un'auto e una bici: il punto finisce registrato come charging_station gratuita, e senza un controllo esplicito entra nel mucchio insieme alle colonnine vere.
Per separare i due mondi il catalogo ora legge un segnale preciso: una stazione che dichiara motorcar=no, cioè "qui un'auto non ricarica", viene classificata come punto per mobilità leggera ed esclusa dal conteggio delle colonnine per auto. È il criterio che ha fatto uscire in blocco le postazioni Pradella, circa 270 in tutta Italia, di cui quasi duecento comparivano fino a ieri sulla mappa e nei conteggi di provincia e comune come se fossero colonnine per macchine.
Cosa cambia nei numeri
L'effetto sul catalogo è tutt'altro che marginale. Il totale dei punti gratuiti per auto è sceso da circa 1.220 a 1.033, e la correzione si è sentita soprattutto dove Pradella era concentrata: la provincia di Bergamo, che risultava prima in Italia con oltre cento punti, ne conta ora 39 e scivola al quinto posto della classifica provinciale. La Lombardia resta la prima regione, ma il suo peso passa da oltre un terzo del totale nazionale a poco più di un quarto.
Era esattamente il tipo di distorsione che un catalogo di questo genere deve saper riconoscere. Un singolo operatore di ricarica per e-bike, mappato con generosità in una zona sola, bastava a creare un finto primato provinciale e a gonfiare il conteggio nazionale del quindici per cento. Toglierlo non impoverisce il dato: lo rende una fotografia più fedele di dove un'automobile può davvero ricaricare senza pagare.
Perché lo scriviamo invece di cancellarlo
Un catalogo onesto dichiara anche i propri errori, non solo i propri numeri. Chi cercava "colonnine gratuite Pradella Sistemi" aveva diritto a una risposta chiara, ed è questa: sono stazioni per biciclette elettriche, non per auto, e per questo non le trovi sulla mappa. Se ricarichi una e-bike sono un'ottima notizia; se cerchi dove attaccare la macchina, sapere che non fanno al caso tuo ti fa risparmiare una deviazione inutile.
Se invece conosci una colonnina per auto che manca dalla mappa, o una che non è più gratuita, la scheda di ogni punto accetta segnalazioni in pochi secondi, senza registrarsi. È il meccanismo con cui un censimento ereditato da database esterni, con tutte le sue imprecisioni, diventa a poco a poco un dato affidabile.