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Nord, Centro, Sud: tre quarti delle colonnine gratuite stanno sopra il Po

· aggiornato il 22 luglio 2026

Trecento miliardi di PNRR, un piano nazionale di colonnine di ricarica, target europei al 2030. Eppure al 22 luglio 2026 il catalogo dei punti gratuiti in Italia ha un aspetto che nessun piano avrebbe previsto come obiettivo: tre quarti delle colonnine gratuite stanno nel Nord.

I numeri vengono dagli aggregati di catalogo di KilowattZero, estratti il 22 luglio 2026. Il catalogo conta solo colonnine per automobili.

I numeri per macro-area

Sommando le regioni per area geografica:

I restanti 5 punti del catalogo non hanno una regione assegnabile nelle fonti. Il totale con regione è 1.030.

Un divario che non è di dotazione infrastrutturale

La concentrazione al Nord non è il risultato di un piano che ha privilegiato certe aree. È il risultato di chi installa e perché. Il 97% delle colonnine gratuite è installato da privati — catene della grande distribuzione, operatori di rete, strutture turistiche, multiutility. Installano dove conviene loro: dove ci sono clienti con auto elettrica, dove il costo di installazione è ammortizzabile su un volume di transito alto, dove il marketing territoriale vale qualcosa.

Lidl, che è il primo operatore del catalogo con 122 punti (11,8%), segue la distribuzione dei propri supermercati, che sono più densi in Pianura Padana. Tesla segue i resort e gli hotel premium, che sono più concentrati nelle Alpi e sulle coste della Toscana. SMATRICS è concentrata nel Trentino-Alto Adige. Il risultato è una mappa che riflette la distribuzione dei turisti stranieri con auto elettrica, della grande distribuzione e del reddito disponibile, non una scelta di politica pubblica.

Le eccezioni che smentiscono la regola

Il Sud non è assente. La Sicilia ha 64 punti, terza regione del Sud dopo Toscana e Abruzzo, e quasi tutti grazie a Enel X che ha concentrato lì un'operazione che altrove ha numeri molto più bassi. Quando un grande operatore sceglie di coprire un'area, la copre davvero: la Sicilia con 64 punti batte il Piemonte con 67 per pochi. Ma è il risultato di una singola rete, non di un ecosistema distribuito come al Nord.

L'Abruzzo con 23 punti e 18 comuni è una sorpresa: è la regione meridionale meglio coperta proporzionalmente alla sua dimensione, e lo è senza un operatore dominante — i punti sono distribuiti fra molti gestori locali.

Cosa cambierà (e cosa no)

Il divario diminuirà con il tempo per effetto delle incentivazioni pubbliche: i bandi PNRR per le colonnine su suolo pubblico privilegiano le aree scoperte, e alcune delle province a zero o a un punto dovrebbero ricevere installazioni nei prossimi anni. Ma la ricarica gratuita è quasi sempre privata: finché non c'è un incentivo commerciale a installare, la coda del Sud rimarrà più sottile del Nord. Un comune interno della Basilicata con 2.000 abitanti non è un bacino interessante per Lidl.

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